Siori e siore, venghino venghino presto...accorrete numerosi al circo della
Lucas e degne case analoghe...presidenti che si reggono sul filo del rasoio...e...
Bene ci siamo trastullati fino alla bisogna, ora con la dignità che ci
contraddistingue, torniamo seri per narrare le temibili gesta dei produttori
di avventure grafiche incapaci di reggere una crisi del settore che forse
proprio alle avventure grafiche non è dovuta...
Si noti che questo è un riepilogo sulla situazione degli Adventure game e non
un puro atto di masochismo...
PASSATO
Evoluzione naturale nonchè diretta delle avventure testuali, le avventure
grafiche, il genere videoludico più completo, devono la propria nascita se non
l'esistenza a quel geniaccio di Ron Gilbert, sulla quale ombra, l'attuale
presidente della Lucas non avrebbe neanche il diritto di sostare. I loro
primordi risalgono al lontano "chi se loricorda più?", esse richiedevano
fondamentali ed essenziali principi che manco il Bignami avrebbe saputo meglio
sintetizzare: una grande sceneggiatura, degli enigmi che devono reggere il
gioco (non che devono essere "il gioco"), originalità e possibilmente
commedia. Richiedono terminali relativamente economici su cui "girare", schede
audio-video abbordabili e abbastanza semplici, un mouse e qualcosa d'altro. Di
conseguenza, forse sarebbe maggiormente esatto dire di precedenza, non
richiedono un budget eccessivo per esser prodotte. Ciò però, porta purtroppo a
una minore visibiltà/distribuzione, quindi minore vendita, quindi minore
ricavi, quindi meno desio dei programmatori di transitare imperterriti sulla
retta via degli AG. Ma di questo parleremo più avanti. E' proprio questo, il
genere che ha portato alla gloria la Lucasfilm casa diventata nei '90 leader
nelle AG, i cui ingrati dirigenti hanno deciso di puntare a sbolsi giochi con
grafica da urlo, di sorpresa, e contenuto sempre da urlo, ma stavolta di pietà
ribrezzo e compassione. Il tentativo maggiormente corretto era quindi, secondo
loro, puntare su un buon mix di arcade e avventura grafica in un solo gioco.
Il risultato dell'addizione, era che il gioco si presentava più "arcade" e
meno "adventure", con le conseguenze, da parte dei giocatori che potremo ormai
definire "nostalgici", ben immaginabili. Tra l'altro vedi Iny e la macchina
infernale. E sono sicuro che neanche cambiando l'ordine degli addendi il
risultato muti. E' matematica....Comunque torniamo a mostrar le nostre
ragioni, sarà che la ragione è dei fessi, ma questi sono i dati. Sul sito
della "Lucas Delirium" (tra cui ho raccolto materiale per questo articolo, ndr),
è stato indetto un sondaggio su cento votanti nel 2002 "Lucasmaniaci". Cosa
prevdedeva il sondaggio? Riporto qui uno stralcio della presentazione.
"Il sondaggio, svolto tra il 13-06 e il 23-10 su un campione di 100
lucasmaniaci, si è proposto di raccogliere i dati per stilare una classifica
delle avventure Lucas in base all'indicativo numero di copie venduto nella
nostra penisola. Tale classifica si basa sulla media matematica tra il numero
di copie venduto nei 12 mesi successivi all'uscita ed il numero di copie
vendute dopo quei 12 mesi, in edizioni budget o ritoccate. Non troverete
accanto ai titoli il numero delle copie (al quale si accenna sempre nel
commento), perchè in sè non ha valore, conta soltanto in una possibile
proiezione."
Bene, ora vedrò di riassumervi il punto.
Sul podio festeggia, forse senza sorpresa, la trilogia di Monkey Island, che
addirittura vede, nei primi capitoli della serie, chi ha comperato per più di
una volta lo stesso gioco. E dire che in quegli anni la pirateria era più
diffusa della pizza...
Nei tre posti successivi troviamo due giochi di vecchia data, "Day of the
tentacle" e "Indy and the fate of atlantis" e il quarto capitolo dell'unica
serie che farebbe apprezzare la casa produttrice, MI4.
Al Settimo-ottavo-nono posto ci sono rispettivamente: "Sam&Max", "Grim
Fandango" e "Indiana Jones And The Last Crusade". Ed è a questo punto che
dovete stupirvi! Sam&Max non piace proiprio a tutti, ma era abbastanza
imprevedibile che ciò accadesse. Un vero colpo basso per la Lucas sono state
le vendite di Grim Fandango. Colpo basso anche per me, che reputo questo
capolavoro pari solo alla trilogia scimmiesca. Per quanto riguarda Indy,
invece, la sua posizione è la conseguenza d'una distribuzione grezza,
un'ancora più grezza versione italica e una pirateria dilagante. Il gioco ha
comunque venduto 72 copie su 100.
La classifica proseguita, ma ai nostri fini v'è solo una segnalazione
doverosa. La tipologia ludica da me citata sopra, ovvero il mix tra poco
adventure-game e molto arcade è ultima!!! A questo punto la domanda sorge
spontanea:
perchè continuare ad investire in un prodotto che non piace, e danno ancor più
grave rappresenta solo un sequel dozzinale di un gioco che ha avuto successo
solo per il primo episodio? Forse i masochisti sono proprio gli stessi
game-designer?
PRESENTE
Dopo un lungo periodo d'inattività (loro), e di digiuno forzato (nostro), la
Lucas sembra riavere in mano le redini del mercato. Progetta due grandi
ritorni, Full Trottle2 e Sam&Max2, sequel di (a parer mio) non fortunati
adventure-game.
Sulla carta il seguito di Full Trottle doveva rappresentare, a dispetto dei
precedenti incidenti una miscela perfettamente
omogenea tra Adventure-game e Arcade. Inoltre, l'annuncio del ritorno della
coppia cane-coniglio, arrivato in un periodo critico faceva ben sperare. Sì,
perchè ciò stava a significare un rilancio del genere videoludico, un esempio
mostrato alle altre compagnie ludiche, un atto di stile. Invece interrompono
prima l'uno, poi l'altro proggetto. A quale scopo? Ma è stato ritrovato
materiale organico nelle menti dirigenziali? Da quello che si comprende in un
sobrio comunicato stampa, la mansione svolta dagli sviluppatori ludici è stata
considerata in FT2 non "adeguata", mentre nel caso di S&M2 "una perdita di
tempo se si esamina un mercato che chiede altri generi". La Lucas ha perso di
colpo la fiducia in un genere che l'ha portata al successo. La Lucas ha perso
di colpo la fiducia nei suoi game-designer. La Lucas sta di colpo inserendosi
in quella strada illusoria dei guadagni facili. La Lucas ha perso la faccia. E
tutto ciò è dimostrato da una semplice intersezione di una rivista america,
"Game Developer".
IENA, QUA METTI LA FOTO SE NON TI E' GIA' PRESO UN COLPO.
Ma il peggio deve ancora venire.
Nel burrascoso (in astratto) pomeriggio del 23 Aprile (2004, ndr), a 29
impiegati della Lucas è stato caldamente consigliato di smontare le tende. La
strage non ha risparmiato nomi a noi ben noti.
Il primo è Sean Clark, co-autore di Sam & Max Hit The Road e Fuga Da Monkey
Island, nonché autore unico di The Dig. Forse ha smaltito subito la legnata,
visto che stava lavorando alacremente a Throttle : Hell On Wheels, cancellato
nell'agosto del 2003, come ben sappiamo. Sentitosi frustrato avrà sicuramente
preso la palla al balzo.
La seconda vittima è Dan Connors, che di Sam & Max Freelance Police era
producer.
La terza - incredibile - vittima è Robert Blackadder, designer e capo-progetto
di Gladius, il gdr per console.
Stemmle, capo-progetto di Sam & Max Freelance Police, sia ancora lì. Solo Dio
sa cosa gli transita per la scatola cranica e perchè non segue la via medesima
di Sean Clark.
Anche Simon Jeffrey è scappato a gambe levate, per sfuggire ad una crisi di
cui sicuramente, agli occhi della dirigenza sarebbe parso come un potenziale
colpevole. Ora riporto qui pezzi vari di una News del MI Site.
"La Lucasarts ha assunto un nuovo presidente per rimpiazzare il posto di Simon
Jeffrey. Jeffrey se ne era andando (andato, ndr) prevedendo probabilmente le
future crisi della compagnia ed ha preferito non prendersene le
responsabilità. [Il nome del nuovo presidente è Jim Ward]Stando a quel che
dice il comunicato stampa Ward ha lavorato per lungo tempo alla Lucasarts ed è
pronto a fare nuovi giochi di Star Wars che si adattino al moderno mercato
videoludico "
Ora, leggendo queste poche righe mi è sinceramente preso un accidente. Adesso
è esplicito che la LucasArts sta percorrendo la strada dei facili guadagni.
Praticamente chiederanno a Jim Ward, non giochi che il giocatore vuole (cosa
vogliamo noi?), ma giochi che assomiglino sempre più ai propri "coetanei"(Star
Wars appunto, ndr).
E se v'era una caratteristica qualitativa di un prodotto della Lucas era
proprio di non assomigliare a giochi insulsi, era proprio di non cadere nello
stereotipo.
FUTURO
Facendo un esempio, se prima i nostri dubbi di non vedere un MI5 sul mercato
si limitavano alla quasi impossibilità di riportare il gioco sul vecchio
spirito, ora i dubbi sono ben più estesi di quelli sul gioco stesso.
Molto probabilmente lo smantellamento di personale prepara una LucasArts che
si appresterà a diventare un semplice publisher. Ciò può comunque portare ai
suoi vantaggi. Forse qualche gruppo giovane e dalle belle speranze tirerà
nuovi capolavori di Avventure Grafiche da passare alla società. Questo è
confermato dai giochi presentati per l'E3, sono soltanto tre di cui due
sviluppati da terze persone.
O finchè nessuno rischierà il capitle per rilanciare questo genere "esperto",
vedremo piccole compagnie sfornare due-tre titoli annui che saranno molto
probabilmente scialbi...
Su, ora rallegriamoci su fan-game o adventure "casarecci" e aspettiamo
pazienti, poichè oltre ad accettare placidamente, volenti o nolenti le
condizioni di molte società videoludiche, ben poco possiamo fare